17/09/2020

Fascite plantare: cos’è e come si cura

La fascite plantare è una patologia del piede molto diffusa che si manifesta con dolore localizzato nella parte interna del tallone. È molto frequente negli sportivi, ma può insorgere anche nei soggetti in sovrappeso, nelle donne in gravidanza e nelle persone che tendono ad avere abitudini sedentarie.

Approfondiamo il tema con Chiara Minetto e Federico Sonnati, fisioterapisti Azimut nella sede di Biella. 

Cosa si intende esattamente con il termine fascite plantare?

È così definita la patologia che si manifesta a causa di una infiammazione a carico del legamento arcuato, ossia la fascia fibrosa che unisce la zona plantare interna del calcagno con la base delle dita. Questo legamento - che serve a stabilizzare e sorreggere l’arco plantare longitudinale del piede - svolge un ruolo importante nella trasmissione del peso corporeo al piede mentre si cammina e/o si corre. 

Da cosa è causata?

Solitamente questa condizione è il risultato di un uso eccessivo e ripetuto del piede, causa di molteplici e diffusi micro-traumi. Inoltre, esistono alcuni fattori predisponenti, ad esempio: 

  • peso eccessivo
  • piede piatto
  • utilizzo di calzature inadeguate

Generalmente - nonostante possano essere presenti dei fattori predisponenti - il problema si presenta per un insieme di sollecitazioni eccessive rispetto alle capacità soggettive del piede di accomodare gli sforzi.

Quali sono i sintomi della fascite plantare?

Nella maggior parte dei casi il disturbo si manifesta con dolore sotto la pianta del piede e nella parte interna del tallone. La sintomatologia dolorosa può verificarsi già al risveglio e tende ad aumentare quando si calpestano superfici rigide, si salgono le scale o quando si cammina a piedi nudi. 
Durante l’attività sportiva, insorge solitamente nelle fase di riscaldamento per poi scomparire man mano che l’allenamento prosegue. 

Cosa comprende la diagnosi?

Il medico fisiatra o l’ortopedico effettuano una visita medica specialistica durante la quale si verificano la presenza e la sede del dolore. Se necessario, possono essere richieste delle indagini strumentali - ecografia, risonanza magnetica (RMN), radiografia sotto carico - per lo studio del cavo plantare. 

Quali sono i rimedi per la fascite plantare?

Il trattamento della fascite plantare è solitamente trattato in due distinte fasi:

1. Riposo funzionale e controllo dell’infiammazione
In fase iniziale, la fascite plantare deve essere trattata con un trattamento conservativo, utile per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione locale. 
Si consigliano: applicazioni di ghiaccio locale, utilizzo di calzature adeguate, sospensione momentanea delle attività sportive.
Per ridurre i tempi di recupero ci si può sottoporre a terapie fisiche come la tecar o l’ultrasuoni, a seconda delle indicazioni del medico. 

2. Recupero della funzione articolare e muscolare, controllo propriocettivo
Risolta la fase acuta è opportuno restituire forza ed elasticità alla fascia plantare e a tutto il complesso della muscolatura di piede e caviglia. 
I trattamenti di riabilitazione effettuati con il fisioterapista comprendono: 

  • trattamenti manuali - tra cui massaggi profondi e mobilizzazioni articolari - destinati alla volta plantare e ai muscoli della gamba
  • esercizi specifici per rinforzare i muscoli che stabilizzano la volta plantare, eseguiti prima in posizione supina/seduta, poi in piedi, successivamente con l’aggiunta di resistenze o superficie instabili.

A queste attività devono essere associati esercizi di stretching attivo e passivo da svolgere in un programma giornaliero a casa (home program). 

Si può guarire completamente?

Questa patologia può risultare molto invalidante e talvolta richiede alcune settimane per il completo recupero.
Tuttavia, se l’inquadramento medico specialistico è corretto e tempestivo e se il programma riabilitativo è svolto con costanza, il recupero è sempre completo.