25/02/2021

Shin splint, quando correre fa male

Lo shin splint - anche conosciuto come sindrome da stress tibiale mediale - è una patologia legata all’esercizio fisico ed è una causa comune di dolore nei runner e negli atleti saltatori
Le numerose sollecitazioni, che si manifestano durante il ripetitivo gesto-specifico della corsa o del salto, possono causare un eccessivo sovraccarico del comparto anteriore e posteriore profondo della gamba. 
Scopriamo di più su questa sindrome con il nostro fisioterapista Moreno Brustia. 

Quali sono i muscoli maggiormente interessati? 

Solitamente sono: 

  • tibiale anteriore e tibiale posteriore
  • estensore lungo delle dita ed estensore lungo dell’alluce
  • flessore lungo delle dita e flessore lungo dell’alluce 

Come si manifesta? 

Il dolore è localizzato lungo il bordo postero-mediale nei 2/3 inferiori della tibia e può essere accompagnato da: 

  • edema localizzato 
  • sensazione di rigidità alla palpazione lungo il tratto interessato. 

La condizione, a volte, si può manifestare bilateralmente

Un’accurata anamnesi e un corretto esame fisico sono fondamentali per escludere problematiche che presentano sintomatologie similari. 

Cosa comprende il trattamento riabilitativo?

Dopo aver individuato correttamente lo shin splint, si procede con un trattamento prettamente conservativo
Nelle prime 2-6 settimane è consigliato: 

  • riposo dall’attività sportiva 
  • utilizzo di terapie fisiche tra cui ultrasuoni e trattamenti manuali 
  • terapie farmacologiche se indicate dal medico

Nella fase successiva si devono riorganizzare le abitudini di allenamento e valutare una possibile scorretta biomeccanica della corsa o del salto. 
Spesso si consiglia una proposta di allenamento a basso impatto e sovraccarico, come la corsa e gli esercizi svolti in vasche riabilitative. In questa fase è altrettanto importante introdurre esercizi di rinforzo e stretching dei gruppi muscolari anteriori e posteriori della gambe. 
Per migliorare la meccanica della corsa e per prevenire gli infortuni da overuse è utile, durante il programma riabilitativo, introdurre esercizi per migliorare la propriocezione e il controllo neuromuscolare oltre ad un attento lavoro di stabilizzazione del tronco.
Gradualmente sarà possibile il rientro ponderato all’attività sportiva precedentemente svolta. 

Quando è consigliato il trattamento chirurgico? 

Solitamente è indicato solo quando la problematica è ricorrente e quando il trattamento conservativo fallisce a distanza di un anno dall’inizio della terapia.