La protesi al ginocchio viene effettuata per rimpiazzare i comparti osteocondrali del ginocchio ormai troppo usurati. In cosa consiste il progetto riabilitativo e quando si può tornare a praticare attività sportiva? Approfondiamo l’argomento con la fisioterapista Azimut Elena Negro.
Gli interventi di questo tipo sono sempre più frequenti, è corretto?
Le protesizzazioni di ginocchio sono in continuo aumento in tutti i paesi occidentali. Il prolungamento delle aspettative di vita, la sedentarietà lavorativa e l’aumentata volontà di cura – unite al miglioramento dei materiali e delle tecniche chirurgiche frutto di un’avanzata ricerca scientifica – hanno fatto sì che gli interventi di protesi al ginocchio diventassero sempre più numerosi.
Come si distinguono i vari tipi di protesi?
Le protesi possono essere:
- monocompartimentali
- bi/tricompartimentali
- femoro-rotulee.
A seconda della chirurgia subita, dalle condizioni pre-operatorie (età, peso, patologie associate) e dalle richieste funzionali, si definisce il programma riabilitativo più idoneo.
Qual è la prassi post-operatoria?
Normalmente il carico, seppur protetto dalle stampelle, viene concesso sin da subito. Nelle primissime fasi va mobilizzato il ginocchio senza scatenare dolore e flogosi, già presenti e dominanti a seguito dell’intervento.
Cosa comprende il programma riabilitativo?
L’obiettivo principale è il raggiungimento precoce dell’estensione completa della gamba: soprattutto nella prima fase post-operatoria, il massaggio e il drenaggio linfatico sono fondamentali. Non appena le suture chirurgiche lo consentono, si può intraprendere l’idrokinesiterapia in una vasca idonea (per temperatura e modalità di accesso). L’immersione in acqua infatti, permette di:
- facilitare il cammino perché sostenuti dal fluido e dallo scarico gravitazionale
- favorire il drenaggio globale dell’arto inferiore grazie alla pressione idrostatica (in quantità maggiore in profondità).
L’esercizio terapeutico funzionale è il momento fondamentale del programma riabilitativo: permette di riportare il paziente a quelle abilità motorie ormai perdute e di reintegrare l’arto operato nei principali pattern motori.
A seguito dell’intervento si può tornare a praticare sport?
Prima di consentire il ritorno alle attività sportive, si deve effettuare un rinforzo muscolare generale per garantire una migliore e più duratura autonomia.
La protesi però, a volte, può impedire che si torni a praticare un’attività sportiva a livello agonistico. Anche nei pazienti più giovani – sempre più numerosi – alcune attività devono essere bandite per non incorrere in usura precoce, mobilizzazioni o cedimenti dell’impianto.
Il ritorno alle condizioni pre-operatorie comunque, è possibile per tutti: spesso la qualità della vita migliora e si ritrova anche il piacere di piccole attività ricreative che prima sembravano impossibili.



